Lottatori di speranza - La visita di Papa Francesco all’hub regionale “Mattei”

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“Ho voluto fosse proprio qui il mio primo incontro con Bologna: questo è il porto d’approdo di coloro che giungono da lontano”: con queste parole, Papa Francesco ha salutato gli ospiti, gli operatori degli enti gestori (tra cui la nostra cooperativa), le autorità e le persone presenti presso l’hub regionale Centro Mattei di Bologna, nella mattinata del 1 ottobre.

Papa Francesco è stato accolto da rappresentanti dello staff del Centro, che gli hanno fatto dono del braccialetto giallo – subito indossato dal Pontefice – e della card personale identificativa consegnata ad ogni ospite al momento del suo ingresso in struttura. Per oltre 50 minuti, Papa Francesco si è intrattenuto con gli ospiti del Centro, salutando, stringendo mani, ricevendo lettere, ascoltando le parole delle persone accolte, senza negare a ciascuno di loro una fotografia.

Ferma la condanna del Papa, in apertura al suo discorso, all’odio dettato dall’ignoranza e veicolato soprattutto tramite internet: “Molti non vi conoscono e hanno paura, questo li fa sentire in diritto di giudicare e di poterlo fare con durezza e freddezza, credendo anche di vedere bene. Ma non è così. Si vede bene solo con la vicinanza. Senza questa, l’altro resta un estraneo, addirittura un nemico e non può diventare il mio prossimo.”

Il Pontefice ha ricordato come il fenomeno delle migrazioni richieda “visione e grande determinazione nella gestione, intelligenza e strutture, meccanismi chiari che non permettano distorsioni o sfruttamenti, ancora più inaccettabili perché fatti sui poveri. Credo davvero necessario che un numero maggiore di Paesi adottino programmi di sostegno privato e comunitario all’accoglienza e aprano corridoi umanitari”. Nel sottolineare la necessità di programmi di accoglienza aperti e inclusivi, Papa Francesco ha voluto ricordare con un minuto di silenziosa preghiera coloro che non sono mai arrivati. "A voi, lottatori di speranza, auguro che la vostra speranza non diventi delusione, o peggio, disperazione... e vi esorto a essere aperti alla cultura di questa città, pronti a camminare sulla strada indicata dalle leggi di questo Paese.” Il Papa ha poi ricordato la tradizione di accoglienza della città di Bologna, esortandola a non avere paura, così come non ebbe paura 760 anni fa, prima città in Europa a liberare gli schiavi, di cui scrisse i nomi nel "Liber Paradisus".

“È stata motivo di grande orgoglio per noi la presenza della nostra collega Bouchra al fianco di Papa Francesco, durante l’intera visita all’hub”, ha commentato Andrea Marchesini Reggiani, Presidente di Lai-momo coop. sociale. “La presenza di Papa Francesco e le sue parole sono stati per noi un ulteriore incoraggiamento a continuare nel nostro lavoro quotidiano di servizi per l’accoglienza, con una visione aperta al futuro e attenta alle singole persone".

 

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