Si è conclusa la seconda edizione della Summer School su migrazioni forzate e asilo

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Una settimana di lezioni, seminari, visite sul campo e dibattiti sui temi delle migrazioni forzate e dell’asilo: questa, in breve, la Summer School on Forced Migration and Asylum: a Multidisciplinary Approach, giunta quest’anno alla sua seconda edizione.

Grazie a 50 partecipanti provenienti da Paesi di tutto il mondo e a 12 docenti tra esperti e ricercatori internazionali, la sede di Bologna delle cooperative sociali Lai-momo e Abantu si è animata dal 3 all’8 luglio di scambi di informazioni, confronti di idee, condivisioni di progetti. Alle lezioni, condotte tutte in inglese, è sempre seguita la discussione con i partecipanti, che con grande interesse hanno dato vita a un dialogo attivo e partecipato.

La Summer School è stata organizzata da Lai-momo e l’associazione Africa e Mediterraneo, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna e del Comune di Bologna e il sostegno di BMW Italia e Fondazione del Monte.

Ad aprire i lavori, la mattina del 3 luglio, Andrea Marchesini Reggiani, presidente della cooperativa Lai-momo, che ha accolto i partecipanti e presentato le attività della settimana. A seguire, i saluti di Monica Raciti, Responsabile del Servizio politiche per l'accoglienza e l'integrazione sociale della Regione Emilia-Romagna, che ha confermato il riconoscimento e il supporto della Regione alle realtà che rispondono alla sfida dell’accoglienza e dell’integrazione.

Il primo giorno è stato quindi dedicato al tema dei Paesi di origine. Francesco Della Puppa, dell’Università di Padova, ha analizzato il caso del Bangladesh, Paese protagonista di movimenti migratori ed esportatore di forza lavoro.

Il focus della lezione dell’antropologa Irene Peano, dell’Università di Lisbona, è stato la Nigeria, e le sue peculiarità politiche ed economiche, con particolare attenzione alle tematiche di genere.

Il pomeriggio è stato invece dedicato a un seminario con alcuni operatori dell’area legale della cooperativa Lai-momo, che ha visto il coinvolgimento attivo dei partecipanti sui problemi legati alle procedure della richiesta di asilo.

Il secondo giorno ha avuto come tema centrale l’integrazione di rifugiati e richiedenti asilo nel mercato del lavoro. Alessio J.G. Brown, dell’Università di Maastricht, ne ha presentato gli effetti positivi per l’economia e per la forza lavoro locale, smontando alcuni pregiudizi diffusi. Complementare alla sua presentazione quella di Yvonne Giesing, del Leibniz Institute per la ricerca economica dell’Università di Monaco, che ha presentato le principali politiche europee per l’integrazione dei migranti nel mondo del lavoro.

Nel pomeriggio, spazio a un momento ricreativo per i partecipanti, con il tour alla scoperta delle bellezze del centro storico condotto dalle guide di Bologna Welcome.

Il terzo giorno l’analisi si è concentrata sulla migrazione circolare e i ritorni volontari. Bernd Parusel, dell’Agenzia svedese per le migrazioni, ha presentato un quadro analitico delle varie tipologie dei flussi migratori; mentre Giulia Falzoi, dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, si è concentrata sulle strategie dei ritorni volontari assistiti sostenuti dall’OIM.

Nella sessione pomeridiana un coordinatore della cooperativa sociale Lai-momo ha preparato i partecipanti alle visite nei centri di accoglienza previste per il giorno successivo. A seguire, Pierluigi Musarò, dell’Università di Bologna, ed Elena Liberati hanno presentato una ricerca sulla percezione dei ritorni volontari tra gli operatori dell’accoglienza, i mediatori e gli stessi richiedenti asilo.

Infine, alcuni partecipanti hanno avuto la possibilità di presentare i propri progetti di lavoro o ricerca, discutendone con i compagni.

La salute mentale e il trauma sono stati il tema delle lezioni del quarto giorno. Il focus di Vincenzo Spigonardo, etnopsichiatra, è stato la “competenza culturale”, che permette a chi si occupa della salute mentale dei richiedenti asilo di offrire servizi appropriati.

Lo psicoterapeuta Paolo Ballarin ha invece presentato i problemi principali nell’approccio terapeutico a richiedenti asilo e rifugiati, portando anche un caso di studio rappresentativo.

Dopo la pausa pranzo i partecipanti hanno visitato, guidati da alcuni operatori, due centri di accoglienza straordinaria, di differenti dimensioni, situati in provincia di Bologna, potendo così osservare direttamente esempi delle attività di accoglienza e integrazione attive nell’area metropolitana.

L’ultimo giorno di lezioni ha avuto come tema la comunicazione e l’hate speech. Tom Law, dell’Ethical Journalism Network, ha analizzato il ruolo dei media nel raccontare le migrazioni, segnalando gli strumenti realizzati dall’EJN per una comunicazione corretta su questi temi.

Raúl Martínez Corcuera, dell’Università di Vic, si è soffermato sui modi e i contenuti dell’hate speech, ma anche sulle possibili reazioni ai linguaggi razzisti e aggressivi on line.

Nel pomeriggio si è svolta una sessione di debriefing, in cui i partecipanti hanno potuto confrontarsi con un coordinatore della cooperativa Lai-momo rispetto alla visita del giorno precedente, alla quale è seguito un altro momento di presentazione e discussione con il gruppo dei propri progetti personali.

Tutte le giornate si sono contraddistinte per una partecipazione viva e interessata dei presenti, che hanno dato vita a un dibattito stimolante sui temi trasversali connessi alle migrazioni, confrontandosi e portando la propria esperienza, espressione di varie realtà lavorative e di ricerca di diverse parti del mondo.

L’evento conclusivo della Summer School ha avuto luogo presso il Polo formativo e di accoglienza di Lama di Reno. Ai saluti istituzionali del sindaco di Marzabotto sono seguiti gli interventi di Marc Arno Hartwig, della direzione generale della Cooperazione internazionale e dello sviluppo della Commissione Europea, di Ashish Shah dell’International Trade Center, e di Simone Cipriani, direttore del programma Ethical Fashion Initiative.

Dopo le testimonianze professionali di Annalisa Cicerchia, dell’Università di Roma Tor Vergata, e Mercedes Giovinazzo di Fondazione Interarts (Barcellona), si è svolta la consegna degli attestati ai partecipanti della Summer School.

Il gruppo ha avuto occasione di iniziare un dialogo di approfondimento e confronto, che a detta di tutti potrà continuare anche a distanza, nella condivisione di esperienze e competenze.

E da parte degli organizzatori, nel raccogliere feedback, valutazioni e suggerimenti, già si pensa alla sfida della prossima edizione!

Per maggiori informazioni: http://www.migrationschool.eu/

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