Raccontare l’integrazione: i punti di vista nelle foto di cittadini a favore, cittadini critici, richiedenti asilo, operatori

 

Un lavoratore di origine straniera che ogni mattina chiacchiera con l’autista dell’autobus, una lettera di scuse ai vicini per gli eventuali disagi notturni causati dal Ramadan, il problema dell’accattonaggio e delle reti di sfruttamento ad esso connesse: questi sono solo alcuni degli argomenti rappresentati nelle foto della mostra “Integr-azione”, inaugurata nel Cortile d’Onore di Palazzo d’Accursio il 20 giugno, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato.

Il progetto fa parte dell’edizione 2017 di Bologna cares!, la campagna di comunicazione del Comune di Bologna sul progetto SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti asilo e Rifugiati), curata dalla cooperativa sociale Lai-momo.

Iniziato ad aprile, il progetto - realizzato in collaborazione con il collettivo Awakening - ha visto coinvolti quattro gruppi distinti di cittadini: due operatori dell’accoglienza, sei richiedenti asilo, tre cittadini critici e otto cittadini a favore del sistema di accoglienza. Dopo una formazione iniziale, i partecipanti sono andati in giro per la città per scattare immagini rappresentative del loro punto di vista sul fenomeno migratorio e sui processi di integrazione; durante le restituzioni si sono confrontati sulle fotografie presentate di volta in volta.

Alla base vi è la tecnica Photovoice, insegnata tutt’oggi presso l’Università degli studi di Padova da uno dei membri del collettivo Awakening, Simone Padovani. Insieme al collega fotoreporter Massimiliano Donati, Padovani ha condotto i dieci incontri che hanno portato alla selezione dei quaranta scatti che costituiscono la mostra.

Tanti gli intervenuti in occasione dell’inaugurazione, durante la quale il pubblico ha avuto la possibilità di guardare le foto esposte, facendosele raccontare da chi le ha realizzate, e ricevere il catalogo.

La mostra è stata aperta da Sandra Federici della cooperativa sociale Lai-momo, che ha ringraziato i presenti e introdotto le personalità intervenute.

L’assessore Luca Rizzo Nervo ha manifestato apprezzamento per l’iniziativa, ricordando che il tema dell’immigrazione non deve essere trattato in maniera emergenziale e che il sistema SPRAR fa sì che l’accoglienza sia strutturata, favorendo in questo modo processi di integrazione. Per l’assessore è necessario che il dibattito pubblico sia alimentato da una sempre maggiore informazione e che sia ancorato alla realtà, coinvolgendo in prima persona la cittadinanza, aprendosi, in maniera dinamica e costruttiva, anche alle espressioni più complesse. In questo senso, secondo l’assessore, il progetto realizzato nell’ambito di Bologna cares! ha dato protagonismo ai diversi attori del sistema, chiedendo ai vari punti di vista di mettersi in discussione e abbandonando una comunicazione a senso unico. Rizzo Nervo ha quindi auspicato che questo ottimo inizio abbia un seguito, assicurando anche l’impegno dell’amministrazione comunale.

 

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È intervenuta quindi Daniela Di Capua, Direttrice del Servizio Centrale dello SPRAR, affermando quanto sia fondamentale l’impegno di tutte le parti coinvolte – richiedenti asilo, cittadini, istituzioni – su temi così delicati e complessi. Rifacendosi al titolo del progetto, ha sottolineato come questo si riferisca ad azioni che riguardano l’integrazione. La direttrice dello SPRAR si è augurata che questo modello possa essere seguito anche in altri progetti a livello nazionale e locale, utilizzando un approccio che prevede una rappresentazione dinamica e critica della realtà. L’obiettivo deve essere quello di costruire basi diverse su cui lavorare, in quanto è necessario un cambiamento culturale, che richiede tempo per essere interiorizzato.

Il Prefetto di Bologna Matteo Piantedosi si è unito agli apprezzamenti degli interventi precedenti, e ha ricordato che investire nell’integrazione è un dovere di tutti. Un aspetto lodevole del progetto, per il Prefetto, è che sia stata data voce e possibilità di espressione ai cittadini. La corretta gestione del fenomeno dell’immigrazione è un segno di civiltà, e serve anche a prevenire gesti gravi, come gli attacchi terroristici.

I fotografi di Awakening, Simone Padovani e Massimiliano Donati, hanno quindi presentato la tecnica Photovoice, che combina ricerca e azione partecipativa, in un’ottica di psicologia di comunità. Padovani ha sottolineato come lo sforzo di gettare dei ponti, perseguito nel progetto, abbia voluto opporsi alla tendenza, oggi purtroppo comune, di agire individualmente e senza cercare un dialogo.

Durante queste settimane Padovani ha visto persone diverse mettersi in discussione, superando gli stereotipi e aprendosi a punti di vista differenti. Ha quindi ringraziato i partecipanti e lo staff di Bologna cares!, sottolineando come a volte si parlino linguaggi diversi, ma per raggiungere gli stessi obiettivi. I partecipanti sono riusciti a comunicare, trovando anche punti in comune, pur partendo da posizioni, in alcuni casi, opposte. Si è augurato quindi che questa sia la base per un percorso futuro: al termine del confronto, infatti, tra i partecipanti sono emersi alcuni spunti da proporre alle amministrazioni.

In conclusione, un rappresentante per ogni gruppo di partecipanti ha raccontato brevemente la propria esperienza, che per tutti ha costituito un momento di crescita e condivisione.

Se i cittadini a favore del sistema di accoglienza hanno cercato di presentare una sorta di manuale della buona integrazione, le due operatrici dell’accoglienza hanno avuto l’occasione di riflettere in maniera più profonda e oggettiva su situazioni complesse che si ritrovano spesso ad affrontare nella quotidianità del loro lavoro.

Per il rappresentante dei richiedenti asilo integrazione è «collaborare, conoscere la cultura del Paese e lavorare»; mentre il portavoce dei cittadini critici ha potuto scoprire con piacere durante gli incontri che gli obiettivi per vivere in una società migliore e inclusiva sono spesso gli stessi, e ha apprezzato il modo in cui il progetto abbia dato spazio a opinioni critiche, senza demonizzazioni o pregiudizi da alcuna delle parti.

La mostra resterà allestita nel Cortile d’onore di Palazzo d’Accursio fino al 30 giugno.

Per informazioni: www.bolognacares.it

www.facebook.com/Bolognacares/

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