Libri d’Africa, libri in Africa: la nuova call for papers della rivista Africa e Mediterraneo

 

Editoria e mercato del libro in Africa: questo il tema cui sarà dedicato il prossimo numero della rivista Africa e Mediterraneo. Un tema che merita uno spazio di riflessione approfondita, se consideriamo che l'immagine di un continente che produce pochi o nessun libro si è gradualmente sviluppata negli ultimi anni, in confronto a un'editoria del Nord più competitiva e innovativa, che domina il mercato mondiale.

Eppure, dagli anni '60, l'Africa ha sviluppato un mercato del libro eterogeneo e multilingue, la cui diversità è basata su spazi nazionali, regionali e persino continentali, e che rende inadeguata qualsiasi visione semplificatrice. Infatti, mentre la realtà del dominio economico continua ad essere spesso indiscutibile, quella della diversità editoriale è, invece, soggetta a diverse interpretazioni, data l’incompletezza delle informazioni a disposizione sulle diverse regioni e aree linguistiche africane.
Se le realtà del libro in Africa sono ancora poco conosciute e rari sono i contributi, specializzati e non, che ne trattano, negli anni ’90 sono aumentati gli studi a esse dedicati, sia nel mondo accademico sia nei media mainstream e negli specifici ambiti professionali.
Partendo da questo contesto di riferimento, quindi, il dossier del numero 89 di Africa e Mediterraneo si propone di esaminare la reale situazione dell'editoria africana nel contesto della globalizzazione e il suo impatto sulla diversità dell'offerta editoriale locale e internazionale.

Il dossier sarà arricchito da contributi provenienti da diversi ambiti di studio: storia dell’editoria, antropologia, linguistica, economia, scienze della comunicazione, sociologia della cultura, ecc.
I contributi potranno affrontare (tra gli altri) i seguenti argomenti:

• la visibilità internazionale del libro africano;
• l'editoria africana nel mercato globale;
• l'editoria africana nei percorsi degli scrittori;
• le donazioni dei libri nella catena del libro africano;
• i media digitali nella diffusione editoriale;
• casi studio su un contesto nazionale o regionale di produzione di libri;
• l’editoria e il mercato del libro nelle lingue africane

Il dossier sarà coordinato da Raphaël Thierry, esperto del mercato del libro in Africa, e Sandra Federici, direttrice della rivista.

Le proposte - composte da titolo, abstract (max. 400 parole), nome e bionota dell’autore - dovranno essere inviate entro e non oltre il 31 ottobre 2018 ai seguenti indirizzi email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Nel caso in cui la proposta fosse accettata, l’articolo dovrà essere inviato – in italiano, inglese o francese – entro il 3 dicembre 2018. Africa e Mediterraneo è una rivista che si avvale di peer reviewers.

Di seguito è possibile leggere e scaricare la call for papers (in italiano, inglese e francese):

 

 

English version

 

Version française 

 

 

 

 

 

 

Compass: uno strumento digitale nel mondo lavoro

Lai-momo presenta Compass: fornire competenze digitali per intraprendere la propria carriera

La cooperativa sociale ha sviluppato una piattaforma on-line per valutare e migliorare le competenze digitali per giovani in cerca di lavoro

Lai-momo cooperativa sociale presenta Compass

 

Comprare un vestito, cercare lavoro, organizzare un evento, prenotare una visita medica, imparare a riparare un oggetto. Un numero crescente di attività quotidiane passa dall’uso di Internet, tramite il web e le app per computer, tablet e smartphone. Ma sia in Italia sia in Europa le persone tendono a sovrastimare le proprie competenze digitali: sia i cosiddetti “nativi digitali” sia le persone nella fascia di età compresa tra i 30 e i 60 anni tendono a considerarsi più formati di quanto siano. Il divario tra competenze percepite ed effettive emerge concretamente soprattutto nel momento della ricerca del lavoro, nell’accesso ai servizi pubblici o anche nella gestione dell tempo libero: la crescita di servizi in cloud,  macchine o software intelligenti e altri servizi rendono già oggi urgente migliorare l’alfabetizzazione digitale. Anche le aziende che non operano negli ambiti ICT e nella comunicazione hanno da tempo adottato servizi e processi che richiedono competenze di gestione efficace di dati e informazioni, lavoro collaborativo, trattamento sicuro di dati e strumenti, etc. Essendo sempre più evidenti le lacune nella formazione di dipendenti e candidati, per i quali le innovazioni tecnologiche possono diventare minacce alla propria realizzazione professionale, le scuole e le altre realtà formative stanno affrontando la sfida di sviluppare curricula adeguati e aggiornabili di frequente, in Italia come in Europa. In questo contesto la Commissione europea ha sviluppato un quadro di competenze digitali, il DigComp framework, che le mette a sistema, fornendo esempi pratici e definendo diversi livelli di competenza, in modo che possano servire alle persone decise a orientarsi nel proprio percorso di formazione e di lavoro. Tutti i Paesi europei sono toccati da questa problematica, ed è per questo che Lai-momo, insieme ad altri tre partner europei (DaraExpertise France e Siveco), ha deciso di sviluppare un progetto per fornire uno strumento adeguato ai giovani in cerca di lavoro. Grazie al finanziamento della Direzione Generale Connect della Commissione europea, il consorzio ha iniziato a lavorare nel 2017, in primis per definire i bisogni e le abitudini dei potenziali utenti, in seguito per sviluppare un primo prototipo di piattaforma: Compass Digital Skills.

 

Compass piattaforma digitale per il lavoro presentata dalla cooperativa di accoglienza Laimomo

 

Che cos'è Compass Digital Skills?

Si tratta di un portale in cui gli utenti, dopo essersi registrati, possono definire e acquisire le competenze necessarie al proprio percorso professionale. Infatti, grazie alla collaborazione con l’OCSE, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, Compass ha individuato alcune fra le professioni più promettenti e che presentano una maggiore domanda sul mercato del lavoro. Sempre con il prestigioso supporto di OCSE, si sono identificate le competenze digitali necessarie per queste professioni, in modo da offrire agli utenti una formazione pratica, costruita su misura rispetto a queste esigenze. Ogni utente può selezionare, se vuole, la professione che vorrebbe intraprendere e Compass assocerà le competenze digitali necessarie a questa carriera alle attuali competenze digitali dell’utente.

Come fa Compass a conoscere il livello di competenza attuale degli utenti?

Mettendo a disposizione un test di auto-valutazione per evidenziare le competenze necessarie e quelle già acquisite. A quel punto, lo studente che vorrà proporsi o ri- presentarsi con una forza nuova sul mercato del lavoro potrà comporre il proprio percorso di formazione basandosi sulle lezioni consigliate dalla piattaforma e scegliendo tra le altre disponibili. Le lezioni, basate sul quadro DigComp 2.1, sono disponibili sia in livello base che avanzato e coprono le seguenti aree:

  • Navigare, ricercare e filtrare dati, informazioni e contenuti digitali;
  • Interagire tramite le tecnologie digitali;
  • Sviluppare contenuti digitali;
  • Condividere attraverso le tecnologie digitali;
  • Proteggere i dati personali e privacy;
  • Usare la tecnologia in modo creativo;
  • Proteggere i dispositivi;
  • Collaborare attraverso le tecnologie digitali.

Ogni lezione ha sia strumenti di verifica – quali quiz ed esercizi – sia moduli in cui è richiesto allo studente di sviluppare un progetto applicando quanto appreso in uno scenario coerente con l’area professionale scelta. 
A partire dal mese di settembre sono stati pensati e organizzati dei laboratori per testare la piattaforma. In questi incontri (che proseguiranno anche nel mese di ottobre, in una delle sedi di Lai-momo, in Via Boldrini, in centro città) sono state coinvolte persone tra i 16 e i 35 anni residenti in Provincia di Bologna, con percorsi professionali ed educativi molto diversi: studenti della scuola superiore e universitari, disoccupati, migranti e ricercatori. L’obiettivo è verificare le funzioni e i contenuti della piattaforma, oltre che l’usabilità da parte dei futuri fruitori. Per far ciò ogni sessione di test comincia con un confronto sulle modalità con cui ciascuno concepisce e usa strumenti e servizi digitali, condividendo esempi di errori e buone pratiche, dall’uso dei social alla ricerca del lavoro online, dalla gestione della privacy all’organizzazione di un appuntamento. Questo serve a fornire ai partecipanti una comprensione diretta dell’importanza di queste competenze, rendendo il test una concreta opportunità di formazione, grazie anche all’impiego di esercizi basati su esempi concreti.
Questi test permettono di creare un contesto di uso realistico e di ottenere indicazioni utili per approntare la versione finale della piattaforma e delle lezioni, che saranno disponibili a breve tramite una App da scaricare su Windows Store e successivamente su App Store.

 

settembre 2018 presentazione di Compass da parte di Lai momo Bologna

 

Per maggiori informazioni:

  • Youtube:

Che cosa è Compass: https://www.youtube.com/watch?v=iCenG0-TytU 
Come usare Compass: https://www.youtube.com/watch?v=D04WOon_ko4

 

Al via la terza edizione della Summer School on Migration and Asylum

 

È iniziata l’edizione 2018 della Summer School on Migration and Asylum, organizzata dall’associazione Africa e Mediterraneo, in collaborazione con Lai-momo cooperativa sociale. Per il terzo anno, la scuola conferma il co-finanziamento da parte della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e il sostegno di BMW Italia e ha nuovamente ricevuto i patrocini della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna. Inoltre, quest’anno la Summer School è realizzata nell’ambito del progetto italiano “Voci di Confine”, co-finanziato dall’Agenzia Italiana Cooperazione allo Sviluppo.

Le lezioni e i laboratori con esperti del settore e docenti provenienti da diversi stati europei si svolgeranno a Bologna dal 9 al 14 luglio, per affrontare il tema concreto e attualissimo dell’integrazione dei migranti e dei rifugiati nel mercato del lavoro in Europa e le pratiche discriminatorie in ambito professionale.

La Summer School ha l’obiettivo di offrire approfondimenti e migliorare l’efficacia di chi lavora, o chi intende lavorare, nell’ambito professionale dell’integrazione dei migranti, così come nella comunicazione e nella ricerca accademica relative a questo argomento.

ll primo giorno si apre con una Lectio Magistralis aperta a tutta la cittadinanza del politologo Patrick Weil, sugli sviluppi e le sfide del diritto di asilo a livello europeo e internazionale. La lezione si svolgerà lunedì 9 luglio alle ore 14.30 presso la Cappella Farnese di Palazzo D’Accursio e sarà introdotta da Marco Lombardo, assessore alle Relazioni Europee e Internazionali e al Lavoro del Comune di Bologna.

Patrick Weil, storico e ricercatore francese specializzato sui temi dell’immigrazione, della cittadinanza e della legge costituzionale, ha all’attivo un’importante carriera politica e diplomatica, che prende avvio nel 1994 quando diventa Direttore di Ricerca all’Istituto CNRS presso il Centro per la storia sociale del XX secolo dell’Università di Parigi. Dal 1996 al 2002 è stato membro dell’Alto Consiglio per l’integrazione ed è presidente dell’ONG Libraries Without Borders, un’importante organizzazione di sviluppo attraverso la cultura e la conoscenza a livello internazionale. Attualmente è professore presso la Yale University School of Law del Connecticut (USA). Il professore terrà la sua lezione in inglese e sarà distribuito un abstract in italiano.

Evento Fb: https://bit.ly/2tZJhSp

Per maggiori informazioni: www.migrationschool.eu

 

 

 

Il lavoro nel settore moda come possibile risposta alle sfide delle migrazioni

Una tavola rotonda a Bruxelles su un progetto di sviluppo e integrazione a partire dal settore della moda realizzato da “Ethical Fashion Initiative”, che in Italia viene portato avanti dalla cooperativa bolognese Lai-momo. Obiettivo: la formazione e l’integrazione lavorativa o il rientro volontario assistito per fare impresa nel proprio Paese

 

“Una straordinaria storia di integrazione sociale e lavorativa di richiedenti asilo presenti sul nostro territorio”. Così ha definito la vice-presidente della Regione Elisabetta Gualmini il progetto “Creazione di lavoro e sviluppo sostenibile di micro-imprese attraverso la gestione delle catene di valore di moda etica, lifestyle e design di interni in Burkina Faso e Mali”, finanziato dal Trust Fund per l’Africa della Commissione Europea e realizzato da “Ethical Fashion Initiative” dell’International Trade Center delle Nazioni Unite, in partnership con la cooperativa Lai-momo. Di questa iniziativa, unica nel suo genere, si è parlato giovedì 7 giugno nella tavola rotonda “Lavoro e impresa sociale nel settore moda: una possibile risposta alle sfide delle migrazioni” che si è svolta a Bruxelles con i protagonisti del progetto nella sede della delegazione dell’Emilia-Romagna presso l’Unione Europea, moderata dalla referente della delegazione Lorenza Badiello.

Moda etica e design anche nei Paesi d’origine

Punto di riferimento è l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, approvata dalle Nazioni Unite nel 2015, nella quale si sottolinea la necessità di coinvolgere il settore privato nelle attività di cooperazione nei Paesi emergenti, con l’obiettivo di trasferire cultura e capacità imprenditoriali, innovazione organizzativa e tecnologica, attenzione all’ambiente, sostenibilità sociale e condizioni di lavoro dignitoso. È quanto sta facendo la cooperativa Lai-momo impegnata nella formazione di 250 migranti/richiedenti asilo attualmente accolti su territorio italiano, al fine di supportare l’inserimento lavorativo nei Paesi di origine (Mali e Burkina Faso) o in Italia/Europa. Infatti, durante il percorso migratorio la creazione di competenze artigianali d’alto livello non facilita soltanto l’integrazione nel Paese ospitante, ma potrebbe trasformarsi in una leva per lo sviluppo anche nei Paesi di provenienza, disincentivando a sua volta l’emigrazione ad ogni costo.

Gualmini, nel saluto introduttivo inviato alla tavola rotonda di Bruxelles, ha sottolineato l’elemento di forte innovazione di questo progetto, “perché lavora sui cosiddetti rientri volontari assistiti dei migranti da una prospettiva diversa, intendendo questi percorsi non come un 'tragico fallimento' del percorso migratorio, ma come volano di sviluppo per il paese d’origine”. 

A sua volta, la direttrice esecutiva dell’International Trade Centre, Arancha González, ha sottolineato l’importanza delle imprese partner di questi laboratori che riescono a mettere in connessione in maniera intelligente cause sociali e attori privati. La moda – realizzata in maniera etica, nel rispetto dell’ambiente e delle conoscenze tradizionali – diventa così la chiave di volta per dare un futuro imprenditoriale a una popolazione molto giovane come quella africana. Il tema dei ritorni al centro anche dell’intervento del direttore dell’Ufficio regionale dell’OIM per l’UE, la Norvegia e la Svizzera, Eugenio Ambrosi, che ha spiegato come non si debba vederli solo come un modo per diminuire i numeri e la pressione delle migrazioni, ma come un elemento che contribuisce allo sviluppo della comunità in cui il migrante ritorna. L’obiettivo, dunque, non è che le persone non vengano più in Europa, ma che possano decidere liberamente se spostarsi, a parità di condizioni economiche e lavorative.

Il progetto EFI Italia

Facendo riferimento alla visione dell’Ethical Fashion Initiative e del suo fondatore Simone Cipriani, il presidente della cooperativa sociale Lai-momo, Andrea Marchesini Reggiani, ha illustrato con l’aiuto di immagini scattate nei laboratori bolognesi ciò che, ispirato da quella visione, concretamente si realizza dal settembre 2017, quando Lai-momo ha selezionato i primi due gruppi di corsisti: un gruppo da formare nel settore della pelletteria e della sartoria, un altro da formare nel settore del management di piccola impresa. Il primo corso ha sede presso il Polo formativo di Lama di Reno, mentre il secondo si svolge nella sede delle cooperative sociali Lai-momo e Abantu, a Bologna. Al termine di ogni ciclo di lezioni vengono fatte nuove selezioni per ulteriori edizioni di entrambi i corsi, fino al 2020. L’obiettivo è fornire una formazione completa nel settore scelto, supportare l’inserimento lavorativo dei migranti anche attraverso progetti specifici di migrazione circolare o il rientro volontario assistito, per chi è interessato, garantendo un inserimento lavorativo nelle filiere create dal programma EFI.

Il percorso formativo laboratoriale (pelletteria con competenze sartoriali) nel Polo è curato da un artigiano di lunga esperienza. Le attività giornaliere sono incentrate su percorsi di formazione intensiva nel trattamento, taglio e cucito della pelle e del tessuto, che comprendono sia lezioni teoriche sia esercitazioni pratiche sui macchinari utilizzati. Sono inoltre previsti corsi specifici dedicati all’apprendimento e al rafforzamento di competenze di matematica e geometria, strettamente connesse con le attività̀ sartoriali e di lavorazione della pelle.

Il corso di gestione di piccola impresa organizzato a Bologna ha l’obiettivo di fornire la formazione teorica e pratica di base necessaria all’organizzazione e al presidio dei processi aziendali nei diversi aspetti tecnici, organizzativi e tecnologici.

Il direttore generale della Cooperazione Internazionale e dello Sviluppo della Commissione europea, Stefano Manservisi, ha commentato che spesso queste tematiche vengono discusse in astratto, mentre le immagini dei laboratori, con la loro concretezza, rendono comprensibili i progetti e le politiche che li sottendono. Come possiamo valorizzare una tradizione, una cultura fatta di cotone, sapere e tessuti in una filiera economica in grado di portare benessere là dove povertà e insicurezza spingono all’emigrazione? Secondo Manservisi è questo il problema cui si stanno cercando risposte innovative; risposte che siano strutturate, che siano in grado di attrarre investimenti privati e di mettere a sistema un potenziale culturale dentro al settore moda. “A Bologna, Lai-momo non fa solo integrazione, ma attraverso il lavoro riconnette portatori di una cultura al loro luogo di origine. Un progetto, quello dell’Ethical Fashion Initiative, che non fa assistenza ma che crea connessioni”, ha dichiarato Manservisi. Dal canto suo, Miriam Salussolia, presidente della cooperativa sociale Cartiera, ha evidenziato come questo esperimento di impresa sociale nato all’interno di un Polo di formazione si ponga tra le altre cose il problema di portare nuove energie in un’area industrialmente dismessa come quella di Lama di Reno, mettendo insieme due temi cruciali come quelli della migrazione e del lavoro.

In seguito ai reportage effettuati da Agence France Press e da BBC News, il progetto bolognese ha avuto una notevole risonanza mediatica a livello internazionale. Il resoconto di Agence France Press è stato ripreso da più di ottanta testate on line, tra cui France Soir, Daily mail, Forbes Afrique, Arab News. Il video che BBC news ha realizzato ha avuto più di 800 condivisioni e più di 700mila visualizzazioni sulla sola pagina Facebook dell’emittente britannica.

Nel suo messaggio iniziale la vice presidente della Regione Gualmini aveva rilevato: “Non credo sia un caso che questa esperienza nasca in Emilia-Romagna, perché in questi anni non ci siamo adattati a una logica meramente emergenziale, bensì abbiamo affrontato la sfida dei 'flussi non programmati' mettendo a valore gli interventi e i servizi di integrazione per i migranti che sono presenti nei comuni della regione”. A chiusura dell’incontro la parlamentare europea Silvia Costa ha sottolineato quanto siano importanti il ruolo dell’educazione, della creatività, della cultura e dell’industria nelle relazioni e nella costruzione delle identità.

 

 

 

 

Al via “Crinali - luoghi di incontro”: laboratori musicali e concerti nell’Appennino bolognese

 

13 eventi musicali e 10 iniziative laboratoriali nell’Appennino bolognese, all’insegna della contaminazione e del dialogo tra culture diverse e pratiche musicali: il progetto Crinali – luoghi di incontro prende il via l’11 giugno e terminerà a marzo 2019. L’obiettivo? Creare percorsi di valorizzazione delle competenze dei giovani musicisti under 35 residenti nel territorio dell’Appennino bolognese: i percorsi sono rivolti sia a chi è nato in Italia sia a chi proviene da altri Paesi, in particolare ai richiedenti asilo ospiti delle strutture situate nei Comuni del territorio. A fare loro da tutor, artisti del calibro di Paolo Fresu, Claudio Carboni, Fabio Mina, Carlo Maver e tanti altri.

Il progetto, che prende le mosse dalla rassegna Crinali che si è svolta nel 2017, è realizzato da Lai-momo, in partenariato con l’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese, con il sostegno del MiBACT e di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”.

Crinali – luoghi di incontro intende porre la pratica e l’ascolto della musica al centro dei rapporti tra individui e comunità, per offrire un linguaggio comune che possa farsi veicolo di dialogo e contaminazione, e favorire momenti di incontro tra le diverse culture che abitano questi territori.
Una finalità primaria del progetto è anche quella di offrire nuove prospettive ai giovani musicisti residenti in queste zone, attraverso l’opportunità di crescere e confrontarsi con tutor di alto calibro e di esibirsi in concerti altamente innovativi e sperimentali che ne valorizzino le competenze e le capacità.

Tutte le iniziative musicali della rassegna saranno realizzate in giugno, luglio, agosto e settembre 2018, in luoghi di grande valore storico-culturale situati in 11 Comuni dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese (Grizzana Morandi, Camugnano, Vergato, Marzabotto, Gaggio Montano, Castel D’Aiano, San Benedetto Val di Sambro, Castiglione dei Pepoli, Monzuno, Castel di Casio, Lizzano in Belvedere) e nei vicini Comuni di Alto Reno Terme e Sasso Marconi.

Ogni iniziativa prevedrà un momento di formazione laboratoriale in cui i giovani musicisti partecipanti avranno la possibilità di imparare e confrontarsi con artisti di alto livello, provenienti da background culturali e musicali variegati, all’insegna delle infinite possibilità di mescolanza di pratiche musicali provenienti da diverse parti del mondo. Ogni stage formativo darà vita poi a un evento serale aperto al pubblico che si svolgerà la sera stessa dei laboratori e durante il quale si esibiranno i musicisti di spicco chiamati a guidare i workshop del pomeriggio. Le serate saranno aperte da brevi momenti di presentazione e discussione su tematiche e progetti legati all’integrazione e al dialogo interculturale: le diverse iniziative saranno coordinate da Lai-momo, affidate a giornalisti, esperti, artisti e andranno sotto il titolo comune “L’Appennino delle idee”.

Ecco i nomi degli artisti che realizzeranno i laboratori e animeranno le serate musicali di Crinali: Paolo Fresu alla Rocchetta Mattei di Grizzana Morandi, Carlo Maver a Palazzo Comelli di Camugnano, Alessandro Marchi alla Sala Civica di Castel di Casio, Claudio Carboni alla Sala Consiliare di Vergato, Riccardo Tesi alla Casa della Memoria di Marzabotto, Maurizio Geri all’Ex Cottolengo di Gaggio Montano, Kalifa Kone alla Sala Civica di Castel D’Aiano, Luca Troiani al borgo Madonna dei Fornelli di San Benedetto Val di Sambro, Fabio Mina al Fab Lab 15 di Castiglione dei Pepoli, Reda Zine all’associazione Artemisia di Monzuno.

Primo appuntamento l’11 giugno a Castel di Casio (BO), con Alessandro Marchi, musicista molto attivo nell’Appennino bolognese, grazie anche alla sua veste di direttore della Banda Bignardi di Monzuno. Al laboratorio pomeridiano di musica e intercultura sul tema del suono seguirà il concerto alle 20,30 presso la Sala civica Carlo Cosimi. In apertura, Andrea Marchesini Reggiani, presidente di coop. Lai-momo, presenterà il Polo formativo e di accoglienza di Lama di Reno, affrontando il tema dell’integrazione lavorativa dei richiedenti asilo.

A chiusura del progetto si terrà un grande concerto che porterà sul palco le migliori creazioni nate durante gli incontri: un’esibizione comune che vedrà insieme i giovani musicisti e i tutor che hanno preso parte alla rassegna.
Il calendario degli eventi successivi sarà reso pubblico a breve. Tutti gli aggiornamenti, le news e le informazioni saranno pubblicate sulla pagina Facebook “Crinali – Luoghi di Incontro” e sul sito www.progettocrinali.it.

Per iscriversi ai laboratori è necessario compilare il form al seguente indirizzo: https://bit.ly/2LaMIk5 

Per informazioni: Marta Meloni – 051 0872069; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Con il sostegno del MiBACT e di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura".

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